IL CONCORSO LETTERARIO

da | 7 Ott, 2018 | "I Coloreonti", Scrivere e disegnare per bambini, slider

Ed eccomi qui a raccontare da dove è iniziata questa bella esperienza. Era il 28 maggio 2018. Cinzia mi invia una e-mail con su scritto: “Non puoi non partecipare… Questo è per TE. Sembra fatto apposta. Partecipa. Ci conto”. Io non avevo ancora idea di che cosa stesse parlando. Ho aperto il link: http://www.temperino-rosso-edizioni.com/il-mondo-colorato-concorso-letterario-fiabe-favole-bambini e con la bocca ancora aperta sono rimasta sbaccalita da quanto avesse ragione. Era Il bando per partecipare ad concorso letterario con una storia illustrata per bambini in età prescolare. IO? Un libro? Per bambini? Illustrato? Ma io… Non ho mai scritto un libro e tanto meno ho mai partecipato ad un concorso, NON ho mai vinto nulla in vita mia. Manco una gara di bocce tra amici. Questa la mia risposta a quella pazzoide di Cinzia, che in modo molto silenzioso ha sempre creduto in me, molto più di me in certi momenti. Arrivata a casa comincio rileggo il bando un paio di volte e continuo a ripetermi… “TU?IO?UN LIBRO?”, ma in cuor mio c’era una vocina che mi diceva “Ma perchè non ci provi? Non vinci di sicuro, ma almeno potrai stamparlo e rilegarlo per regalarlo ai tuoi “nipotini” per Natale NO? Non hai mica nulla da perdere… ”

Rileggevo il tema del concorso e sentivo dentro di me che io qualcosa da dire a riguardo lo avevo. Diceva: “…C’era una volta, come tuttora, un signore dal nome piuttosto strano: Colore. Spesso egli passeggia in compagnia di tanti amici alquanto colorati con dei nomi, oserei dire, strambi, ma tuttavia comuni: rosso, giallo, rosa, verde, viola, marrone, fucsia, violetto, azzurro e tanti e tanti altri che su questo foglio non possono essere annotati, perché ci vorrebbero troppi fogli, e ci si stancherebbe sia nello scriverli che nel leggerli. Ma la stranezza che li accomuna senza distinzione di sfumature, più o meno tenui, è  la loro capacità  di “mescolarsi” affinché  il mondo si impreziosisca della grande magia che scaturisce da tutti quei Signori (e Signore ovviamente) che tanto birichini e giocosi permettono a ciascuno di noi di percepire quell’intenso profumo che aleggia per le vie terrestri, marittime e celesti, di questo nostro colorato mondo. Eh sì, perché bisogna sapere che dai bambini si deve continuare a imparare la magia e lo stupore dei colori cangianti, perché  senza di essa non si può lasciarsi avviluppare e amalgamare alle loro mirabolanti e sfavillanti sfumature, che  sanno e conoscono (nessuno ancora sa come facciano a saperlo, ma vi garantisco che è così senza ombra di dubbio) le tonalità essenziali della nostra vita, quindi lasciamoci invadere da tutto il fantastico arcobaleno dei mille, e forse più, colori del mondo…”

Sono passati parecchi giorni e settimane, non mi veniva l’idea giusta. Avevo deciso di partecipare, di provarci, ma non sapevo come e con cosa. Quello che scrivevo finiva in una pallottola di carta, come nei film in cui le scrittici si voltano indietro e sono sommerse da palline di carta con idee gettate via. Ed è lì che ti rendi conto che hai bisogno di quel pizzico di magia che non sai chi ti mandi, ma che ti permetterebbe di avere l’idea giusta da cui partire e scrivere di getto. Una sera è arrivata lei, Cinzia, non quella che ho citato all’inizio, ma caso vuole che questa dolcissima ragazza si chiami anche così. Le racconto di questo bando e lei seduta di fianco di me ascolta il mix di idee che ho in testa. Poi con una naturalezza incredibile mi dice: “Ma Mari… un CAMALEONTE”. In quel momento è partito tutto. Non mi era venuta in mente la cosa più semplice del mondo. Il mio personaggio sarebbe stato un CAMALEONTE, o meglio un COLOREONTE. Naturalmente tutto ciò è stato possibile grazie a quella chiacchierata e non me ne dimentico di sicuro. I giorni successivi sono stati una full immersion totale, come mi succede sempre, ogni qualvolta devo terminare un progetto o un obiettivo e naturalmente il guizzo creativo non arriva mai in anticipo, ma sempre all’ultimo. Avevo deciso che avrei partecipato e che il 4 luglio avrei inviato il tutto. E così ho fatto. Perché ci ho creduto così tanto? Perché mi faceva stare bene. Quando fai qualcosa perchè ti fa bene, lo fai e basta. Non pensi al come e al perchè ma vai avanti, todo drito come dico IO. Ed anche se intorno a te tanti possono pensare che sia una follia, tu vai avanti lo stesso… Così. Per il gusto di fare qualcosa per se stessi. Precisiamo: non ho mai pensato di vincere. Ma sono fatta così. Non mollo se credo in qualcosa.

Una settimana dopo…. Leggi cosa è successo…

2 Commenti

  1. Simona

    Mah.. qualche anticipazione del libro?!😊😊😊😊

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    • Mari

      …Mancano solo poche settimane, pazienta Simoooo!😂😂😂😂😂

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