Le paure che ci aiutano

da | Ago 24, 2020

Le paure che ci aiutano

da | Ago 24, 2020

LABORATORIO EMOZIONI: LA PAURA

Ci sono volte in cui la paura ci blocca talmente tanto, che ogni muscolo si irrigidisce.

Ci sono volte in cui la paura ci fa compiere l’esatto opposto: ci fa urlare dal terrore, ci fa fare cose di cui poi non andiamo fieri.

Ci sono volte in cui la paura ci insegna chi siamo veramente, scavando nel profondo dell’anima.

Ci sono volte… ci sono sempre state volte… ci saranno sempre volte in cui la paura busserà alla nostra porta per riportare a galla il nostro vero Io.

In un modo o nell’altro la paura fa parte della nostra quotidianità, sta a noi saperla gestire, saperla affrontare, saperci convivere, affinché non ci schiacci con la sua prorompenza.

Potrà sembravi strano, ma la paura ci può aiutare.

Sì, ma come?

Propongo anche a voi il percorso a classi aperte sperimentato con alunni e colleghe ormai qualche anno fa, penso che mai come adesso sia il momento di rispolverarlo.

 

Sono le otto del mattino di un normalissimo lunedì di ottobre, i 42 bambini della scuola, man mano che arrivano, vengono radunati nell’aula dell’ “Agorà del Lunedì”, fatti sedere in cerchio ed accolti dalle pacifiche note di una canzone di Enya:

Finita la canzone ci diamo una contata: tutti presenti possiamo partire!

“Oggi parliamo della paura!”

(un grande sospiro accompagna le ultime sillabe della parola.)

“Per cui bene attenti a questo video!”

A video concluso i commenti si sprecano, i bambini sono entusiasti: il video è piaciuto! (Fiuuuuu!)

Provate anche voi a fare le vostre considerazioni e poi, come i bambini, affidate, nell’assoluto anonimato, la vostra più grande paura ad un foglietto di carta ed imbucatelo nella scatola gialla: la Scatola della Paura.

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Scatola sigillata! Si procede, altro video!

Standing ovation! Grazie YouTube!

I bambini, più di chiunque altro, sanno cogliere le più nascoste sfumature di un certo tipo di messaggi. Provate anche voi, rifletteteci su, poi chiudete gli occhi e pensate.

A chi vorreste dire grazie? Ma un grazie di quelli sinceri eh! Di quelli che scaldano il cuore! Continuate a rimanere anonimi e affidate i vostri “Grazie” alla scatola azzurra: la scatola del Grazie.

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Altra corsa, altro giro, altro video…

Quanto entusiasmo! Quanta irrefrenabile voglia di Felicità! L’ottimismo pervade l’aria!

Anche voi vi sentite così?

Prendete ancora carta e penna, affidate la vostra felicità maggiore alla scatola verde: la Scatola della Felicità!

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Ora si procede all’apertura delle scatole, si inizia dalla paura.

Una ad una ogni paura fa capolino: si passa dai ragni, dai serpenti, dai topi e dai fantasmi a paure più profonde come la perdita di una persona cara, la paura di non essere accettati, il dolore fisico. Sono tutte paure importanti che, al singolo, possono sembrare insormontabili ma, sorprendentemente, non appena una paura viene letta ad alta voce non appartiene più solamente ad un’unica persona, ma a tutti i presenti che si fanno carico dello stesso fardello ed insieme affrontano la paura.

Ognuno ha un suo suggerimento, una buona parola di conforto, ognuno offre una sua spalla per condividere questa Benedetta Paura!

La discussione si fa lunga e appassionata ed improvvisamente la paura ha compiuto il miracolo!

Ogni bambino ha visto la sua paura sgretolarsi sotto i consigli dei compagni, ha aiutato ognuno di loro a trovare persone a cui dire Grazie.

Sono i “grazie” sinceri che saltano fuori dalla scatola azzurra, dei “grazie” carichi di sentimento che i bambini rivolgono a genitori, fratelli, compagni, insegnanti…

Alcuni dei più belli?

“Grazie papà che mi hai sgridato!”

“Grazie maestri che mi avete aiutato quando ero in difficoltà” (e qui capisci di fare il mestiere più bello del mondo… ma non c’è tempo per la lacrimuccia!)

L’apoteosi ci attende, dobbiamo aprire la scatola Verde, e qui si presenta la sorpresa maggiore:

nessun videogioco, nessun giocattolo nuovo, no…

Per i bambini la felicità è: giocare con fratelli e sorelle, ridere con amici e compagni, stare insieme a mamma e papà, chiacchierare coi nonni…. ecc… ecc…

Con l’entusiasmo alle stelle l’esperienza dell’“Agorà del Lunedì” è terminata; si torna alle normali lezioni: ai greci, ai sumeri, alle difficili sottrazioni…

Ma quante cose ci ha insegnato la paura? Tante!

Ma una su tutte è la più importante: ci ha insegnato a non dimenticarci della Felicità che ci è stata donata quando eravamo piccoli, che a volte si nasconde, più o meno bene, ma che con impegno e aiuto reciproco possiamo sempre scovare, anche quando meno ce lo aspettiamo.

Certamente troveremo sempre un sorriso destinato ad ognuno di noi, pronto a cambiarci la giornata!

Di questo sono sicuro!

 

Perchè non proporre un’attività come questa al rientro a scuola? Che cosa ne dite?

Roby

2 Commenti

  1. Tiziana Ramella

    Molto bello, ma in che classe l’avete proposto? Io ho una seconda e mi sembrano un pochino piccoli.
    Grazie della condivisione

    Rispondi
    • Mari

      Ciao Tiziana! è stato proposto in un progetto a classi aperte, in realtà adattandolo puoi proporlo a tutte le classi secondo noi. Io pensavo di sostituire le frasi con la scelta di immagini per i piccoli. Cosa ne pensi?

      Rispondi

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